Dolcezze Pasticcerie

Nuovi classici: il Fiocco di Neve

Pochi giorni fa vi ho invitati a fare una passeggiata nella Sanità, facendovi accompagnare in una delle belle visite guidate organizzate dalle associazioni che operano nel quartiere e fermandovi a mangiare una pizza da Concettina ai Tre Santi. 

Ora voglio darvi un altro piccolo incoraggiamento. Perché là, a pochi metri e qualche numero civico dalla pizzeria di Ciro Oliva, continuando a discendere la via Arena della Sanità, una pasticceria che ha più o meno un secolo s’è inventata un dolce nuovo nuovo che con l’esuberante tradizione pasticciera della città non ha nulla a che fare.
IMG_5102Al massimo può ricordare (per la forma e l’impasto) le palline che compongono un classico della rosticceria partenopea: il Danubio salato.
La pasticceria si chiama Poppella e il dolce ha il poetico nome, assai invitante, di Fiocco di Neve.
È una piccola sfera di pasta brioche – diametro circa 6 centimetri: due bocconi – soffice ed elastica,  il cui interno è occupato quasi completamente da un bianco ripieno, spumoso e non troppo dolce.

– Cosa c’è dentro?- Ho chiesto.
– Una crema al latte.
– Sì, ma che crema? Composta da cosa?
– Una crema al latte.
Ho ritenuto di non dovermi spingere più in là con le pressioni, preso atto della reticenza, e che fosse meglio riservare qualche considerazione alla fase post assaggio.

L’assaggio mi ha detto, più o meno:
Caspita, è delicato, questo fiocco di neve.
Morbido. La pasta è elastica ma cedevole, e davvero sottile. Tutto è nel ripieno.
Ullallà. La crema è davvero aerata, leggera. E sa di latte.
Nella crema dev’esserci della ricotta. Ma non moltissima.

L’assaggio ha richiesto un secondo assaggio per approfondire. Il dovere innanzi tutto. E la reiterazione mi ha confermato la piacevole sensazione di candida freschezza (mi si perdoni la sinestesia, ma è proprio questa l’idea che dà: un rinfrescante biancore, come quello di un fiocco di neve, appunto).

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Una critica, dopo tutto ciò, è d’uopo.
Perché la cosa che mi ha comunicato immediatamente il naso, ben prima che intervenisse il palato, è stata: ahia, sento odore di vanillina.
Poi mi sono fatta l’idea, dopo aver dato una scrupolosa spolverata al dolce per scacciarne lo zucchero di superficie, che fosse proprio quest’ultimo il colpevole. Vanillinato. E che senza di lui la brutta impressione svanisse.
Ecco: meglio sostituirlo con uno zucchero a velo privo di aromi. Sempre che io abbia ragione, e il senso del gusto non mi abbia tradito.
A volte basta così poco.
Il Fiocco di Neve, che sta già conquistandosi un posto d’onore su molte tavole, merita questa piccola, ma non insignificante, attenzione.

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Pasticceria Poppella,
Via Arena della Sanità, 24, 80137 Napoli
Telefono: 081 455309

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Informazioni sull'autrice

giovanna esposito

Napoletana, scrivo di cibo dal 2008; ho cominciato con un blog di cucina, Lost in kitchen, poi, dal 2011 al 2016, sono stata tra i redattori del web magazine Gastronomia Mediterranea.
Nel 2015 ho pubblicato per Guido Tommasi Editore il volume "Gli aristopiatti. Storie e ricette della cucina aristocratica italiana", scritto a quattro mani con Lydia Capasso e illustrato da Gianluca Biscalchin. Con la stessa "squadra", ho pubblicato nell'aprile 2017 "Santa Pietanza. Tradizioni e ricette dei santi e delle loro feste". A settembre 2017 è uscito il piccolo ricettario "Pasta al forno", scritto con Lydia Capasso e con fotografie di Virginia Portioli, sempre per i tipi di Guido Tommasi.
Sono maestra assaggiatrice Onaf.

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